I programmi tv più visti in Italia

FiorelloIl varietà rappresenta ancora oggi la storia della televisione italiana. Soprattutto negli anni Sessanta e primi anni Settanta riusciva a fermare il sabato sera, e non solo, l'Italia intera, che si metteva davanti al piccolo schermo per trascorrere un paio di ore all'insegna del divertimento. Indimenticabile rimane "Canzonissima", per anni legata alla Lotteria Italia, che proponeva una gara tra i cantanti più in voga del momento. Una delle edizioni più forti fu quella del 1959: alla conduzione Delia Scala,  Paolo Panelli e Nino Manfredi, il quale inventò per la trasmissione un personaggio che ha continuato ad essere identificato con la sua figura: il barista ciociaro Bastiano. L'edizione del 1962 fu la più burrascosa.

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La Rai sottrasse la conduzione del programma a Dario Fo e Franca Rame per uno sketch su un costruttore edile che si rifiutava di dotare di misure di sicurezza la propria azienda. I due furono costretti a lasciare la trasmissione dopo le prime sette puntate; vennero poi sostituiti da Sandra Mondaini e Tino Buazzelli. L'edizione del 1970 rimase famosa per la conduzione di Corrado, in coppia con Raffaella Carrà e per la sigla del programma, cantata dalla stessa conduttrice, "Ma che musica maestro". Dopo Canzonissima arrivò "Fantastico", varietà tout court per anni legato alla figura di Pippo Baudo. La prima edizione del 1979 ottenne ottimi indici d'ascolto: una media di 25 milioni di telespettatori a puntata e un indice di gradimento pari a 80: rappresentò l'affermazione di Loretta Goggi e Heather Parisi e la consacrazione di Beppe Grillo. La terza edizione del 1982 fu ancora più seguita, raggiungendo i 26 milioni di telespettatori. Si ebbe l'atteso ritorno di Corrado alla guida del programma di punta del sabato sera, che riformò la storica coppia con Raffaella Carrà con cui aveva già condotto due memorabili edizioni di "Canzonissima". Nel cast figurava Renato Zero e, per la seconda volta, Gigi Sabani come imitatore. Ascolti superiori ai 20 milioni anche per la settima edizione, con Lorella Cuccarini, Alessandra Martines, Massimo Lopez, Anna Marchesini e Tullio Solenghi.

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Ma anche il quiz in Italia ha riscosso notevoli successi, legati al nome di Mike Bongiorno. "Lascia o Raddoppia" per esempio incollò gli italiani alla tv, con i gestori dei bar che chiesero e ottennero lo spostamento del programma dal sabato al giovedì per mancanza di incassi. Anche "Rischiatutto", in onda dal 1970 al 1974, è passato alla storia della tv e del gradimento del pubblico, così come "Teatro 10" e "Studio Uno". Dal 1951 ad oggi rimane fortissimo l'appeal del Festival di Sanremo, con share "bulgari" in talune edizioni. Impossibile da non citare "Portobello" e il suo "deus ex machina" Enzo Tortora, mentre Corrado rimane associato all'arrivo de "La Corrida" in televisione. Lo show padre della comicità in tv ancora oggi è "Drive In", la cui eredità, ma in modo diverso, è stata raccolta da "Zelig": soprattutto nelle prime edizioni ascolti a doppia cifra. "Carramba che sorpresa" ha "portato" in Italia il people show, conricongiungimenti strappa lacrime e auditel impazzito (ascolti superiori agli 11 milioni di spettatori), mentre nel nuovo millennio ci ha pensato Fiorello a diventare il "re" del varietà con "Stasera pago io…", e l'ultimo "Il più grande spettacolo dopo il week-end". Senza dimenticare Fabio Fazio e Roberto Saviano, che per quattro serate hanno stabilito record su record di ascolti a Raitre (la terza puntata andata in onda il 22 novembre 2010 su seguita da 9.671.000 di telespettatori, con uno share del 31,60%). Neanche un grazie, e a maggio Fazio-Saviano si riproporranno su La7.

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