Victoria Cabello soffre di ansia (da prestazione?)

Victoria Cabellovictoria-cabelloHa raccolto un'eredità difficile da gestire, quella di Simona Ventura, ma il suo "Quelli che...", senza i diritti del calcio, sta funzionando anche se gli ascolti non sono brillantissimi. Victoria Cabello ce la sta mettendo davvero tutta per non far rimpiangere Super Simo e alla resa dei conti ci sta riuscendo, con un programma divertente e molto interessante. Vicky, come è affettuosamente soprannominata, si è lasciata andare ai taccuini de "La Repubblica", parlando di sè come conduttrice ma anche del suo privato. Della Rai ha detto: "È l'azienda più complicata che mi sia capitato di affrontare, ci sono procedure burocratiche che uccidono, ma è una macchina mostruosamente affascinante. Quando lavori in televisione fai televisione, quando entri in Rai sei la televisione. Il lunedì e il martedì aspettiamo risposte. A volte organizziamo tutto perfettamente, ma spesso capita che il mercoledì siamo lì a smontare il copione in corsa e ricominciamo da zero. Spesso ho idee di personaggi, ma ci devo rinunciare. Per fortuna mi diverto con il gruppo che mi sono scelta, sono compagni di viaggio che stimo e rispetto e che amano viaggiare con me". Insomma, tanto impegno, tanta fatica, ma anche tanto stress: "A volte ci perdo il sonno. Non a caso ho due terapeuti, faccio un corso di respirazione e corro al parco col cane. In realtà avevo più timori lo scorso anno, mi agitava un’eredità così pesante e il fatto di essere bollata come di nicchia. Ma io sono una fan della nicchia e a 'Quelli che il calcio' ci sono arrivata fieramente con lo zaino e la tenda". Il confronto con la Ventura per lei è stato sempre da stimolo: "E’ qualcosa che muove delle cose in me, ho sempre bisogno di mettermi in gioco. La lotta nel lavoro è diventata la mia vita. Dovevo capire come conquistare il cuore degli italiani e la sola risposta che mi sono data è stata: lavorare. Che poi è anche la mia malattia, perché io ho sempre lavorato tantissimo, forse più di quel che dovrei, ma credo che il pubblico meriti impegno e rispetto. Sembra strano parlare di sacrificio e di metodo quando si fa televisione, ma per me è proprio così". Un amore, quello per la televisione, nato da giovanissima, lei che non è figlia d'arte (i suoi genitori sono ristoratori): "Sono rimasta folgorata dalla 'Tv delle ragazze' e da 'Lupo Solitario' di Patrizio Roversi. Poi, quando ho saputo che a Videomusic cercavano una presentatrice madrelingua inglese mi sono presentata.

Ventura-Cabello, quando l’ironia è l’arma vincente

Sì, avere una mamma inglese mi ha aiutata, avevo riferimenti televisivi che quasi nessuno conosce. Dopo è arrivata Mtv, veejay da Madonna agli U2. Quindi ho bussato da Davide Parenti dicendogli 'voglio essere una iena': ho passato sei mesi davanti al pc in preda all'ansia e ascoltando 'Aint Got No' di Nina Simone, passando in quattro minuti dal pianto alla felicità senza dimenticare il senso di colpa. Ma poi alla fine è andata bene: massima libertà, nessun freno. Con nessuno. Magnifico". Due anni fa la proposta della Rai. "Ho pensato: 'sono pazzi'. Mi hanno dato tre ore per decidere, ma il fatto di avere così poco tempo, più un paio di bicchieri, è stata la mia fortuna. Altrimenti non mi sarei mai decisa". E mai decisione fu più azzeccata.

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Credits: Getty Images

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