Enrico Bertolino: “Avrei voluto Bonolis sul palco di Zelig”

Paolo BonolisPaolo Bonolis"Paolo Bonolis alla guida di Zelig? L'idea mi aveva incuriosito". A tessere le lodi del conduttore romano è Enrico Bertolino, uno dei volti storici dello show comico di Italia 1, che a meno di un mese dall'inizio della nuova edizione del programma, ha commentato la scelta degli autori in merito alla conduzione. Quest'anno, infatti, nella rosa dei candidati a prendere il posto di Claudio Bisio sul palco di Zelig era saltato fuori anche il nome di Bonolis, in seguito accantonato in favore di quello del Mago Forest, che affiancherà Teresa Mannino. Una scelta che Bertolino sembra approvare in pieno: "È giusto dare un'opportunità a dei personaggi che sono nati a Zelig. Lo show promuove   e utilizza dei suoi prodotti". Nonostante ciò, il comico meneghino non ha nascosto la su ammirazione per Bonolis, considerato "un grandissimo professionista".

"Paolo avrebbe potuto fare grandi cose, è una persona che prepara il programma fino al dettaglio e che poi è in grado di far sembrare che tutto sia improvvisato sul momento. Sa essere un'ottima spalla, proprio come Bisio". Bisio che, dopo innumerevoli edizioni condotte al fianco di primedonne come Michelle Hunziker, Vanessa Incontrada e Paola Cortellesi, era diventato un vero e proprio simbolo del programma, una consacrazione che secondo Bertolino aveva sviluppato anche qualche aspetto negativo: "Claudio in questi anni ha fatto un ottimo lavoro - è stato il commento - ma è sbagliato che uno show come Zelig sia associato a un solo conduttore".

Claudio Bisio lascia Zelig

Opinione probabilmente condivisa anche da Gino e Michele, gli autori, quando hanno deciso di cambiare e affidare la conduzione a due "creature" del programma come il Mago Forest e la Mannino: "Loro sono bravissimi - è l'opinione del comico milanese - bisogna solo vedere se scatta l'alchimia". In attesa di scoprirlo, Bertolino regala ai fan qualche anticipazione sui monologhi che porterà sul palco di Zelig, dalle aspirazioni cosmopolite di Milano alla profezia Maya: "Ho scritto un elenco delle cose che avremmo voluto fare prima della fine del mondo, come mandare a quel paese la vicina o dire al capoufficio quello che si pensa".