Roma 3 mag. - (Adnkronos) - ''Non e' un programma tv. Sono tre giorni di 'reading' ripresi da una rete che ha una media di ascolti del 3,5%, in uno spazio anti-televisivo come le Officine Grandi Riparazioni di Torino, in contemporanea con il Salone del libro
. Questo, insieme alla consapevolezza che il fenomeno del 2010 e' irripetibile, ci da' molta tranquillita'''. Fabio Fazio spiega cosi', in un'intervista a Sette, il settimanale del Corriere della Sera, che dedica a lui e a Roberto Saviano la copertina del numero in edicola questa mattina, ''Quello che (non) ho'', la trasmissione che i due condurranno insieme il 14, 15, 16 maggio su La7, in diretta in prima serata, prodotta da Endemol Italia. Protagoniste assolute saranno le ''parole'', a cui i due conduttori vogliono ridare ''emozionalita'''. ''Lucidare le parole, restituire loro un senso - spiega Fazio ad Aldo Cazzullo - Ci sono parole vecchie, che generano paura e ansia. E ci sono parole nuove, magari antiche di secoli, ma da riscoprire. Prendiamo la parola 'futuro'. Per noi, che eravamo bambini il giorno dell'allunaggio, il futuro erano marciapiedi mobili e astronavi: Metropolis. Ora il futuro e' la speranza che ti paghino i contributi per avere la pensione. Ma non puo' essere cosi'. La crisi e' un'occasione d'oro per ribaltare le regole. E riprendere a chiedere, a sognare, a ribadire''.
Fazio e Saviano tornano in tv dopo il successo di un anno e mezzo di ''Vieniviaconme''. Gli autori sono sempre Pietro Galeotti, Michele Serra, Francesco Piccolo, Samanta Chiodini, Giacomo Papi e Federica Campana, ma tutto il resto e' cambiato: la rete, il titolo (questa volta e' un omaggio a Fabrizio De Andre'), e, soprattutto, il momento politico che vive il nostro paese. ''Rispetto al 2010, e' piu' difficile ma anche piu' facile - continua Fazio - L'unica benemerenza di Berlusconi era di essere individuabile. Nella fase precedente, era chiaro chi fosse il 'nemico'''. ''Faremo una trasmissione molto politica, senza politica'', continua Fazio. E anche senza tecnici. ''Governo tecnico, decisione tecnica: ormai e' una parola che indica autorevolezza, importanza, professionalita'; ma toglie empatia. Noi invece voglio ridare emozionalita' alle parole. Per questo chiediamo agli spettatori di farci sapere, attraverso i social network, la loro parola 'cara', cui sono piu' affezionati. A 'Che tempo che fa', Benigni ha scelto 'anatroccolo'. Saviano ha scelto 'Super Santos', il pallone con cui la sua generazione e' cresciuta giocando nelle strade delle citta' del Sud''. (segue)

