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Rai, è tempo di tagli, Lorenza Lei: “Stop ai mega cachet delle star”

Investita da più parti da sonore critiche, culminate con l'affondo del presidente del Consiglio Mario Monti ("Chi vuole diminuire le tasse sa che è necessario rivedere enti e società, compresa la Rai, dove la logica della trasparenza, del merito, dell'indipendenza dalla politica non è garantita…"), l'azienda televisiva di Stato non naviga in buone acque, ma il direttore generale Lorenza Lei sfodera la sua 'ricetta' per risollevarne sorti. Lorenza Lei - Rai

Uno degli ingredienti principali sarà il taglio dei costi, in particolare i compensi dei personaggi famosi: "Non si tagliano né idee, né qualità. Bensì si ridurranno i costi delle star — dichiara la Lei intervistata dalla 'Stampa' - Da noi i grandi artisti sono premiati da grandi ascolti, altrove da risultati di nicchia. La verità è che non esiste oggi, vista la crisi e i consumi, un'equazione che più spendi e più ricavi".

Nella logica del risparmio, dunque, una delle prime cose da fare è chiedere un sacrificio a quegli artisti che sono pagati profumatamente e che, a differenza che in altre reti tv dove si ottengono 'risultati di nicchia' (che la Lei si riferisca a La 7?), in Rai possono contare sempre su un seguito molto ampio di spettatori. La soddisfazione di essere amati dal pubblico, sembra sostenere il dg della Rai, dovrebbe compensare il taglio dei sostanziosi cachet dei volti noti della tv pubblica.

Naturalmente la metamorfosi di viale Mazzini passerà anche attraverso altri canali, a partire da un ripensamento della missione verso il pubblico, che ormai è cambiato e va alla ricerca di proposte sempre diverse. La Lei pensa che la Rai possa ancora attrarre i telespettatori attraverso eventi 'ad hoc': "In controtendenza, le dico che la Tv generalista non è per niente morta. Semmai è mutata la platea televisiva, si è rinnovata, ma in gran parte è lì. Il pubblico si è distribuito e va cercato dove si trova. Lo dimostrano i dati di ascolto. Se poi parliamo di grandi eventi, come lo show di Fiorello con il suo 50%, si capisce che è necessario costruire anche degli eventi, e noi sappiamo farlo".

Secondo Lorenza lei, la Rai affronterà questo difficile periodo interpretando le esigenze del pubblico: "La crisi che vive l'Europa, con tutte le sue angosce, la contrazione dei consumi riporterà il pubblico davanti alla Tv e su tutte le piattaforme multimediali. In quel momento la Rai sarà lì, pronta a rifondare un patto con il suo pubblico, agendo da mediatore culturale".

Importante, poi, la differenziazione da Mediaset e dalle altre reti commerciali: "La Rai deve avere una propria cifra editoriale e stilistica nettamente distinguibile da quella degli altri operatori del mercato. Rispettiamo tutti ma noi siamo un'altra cosa dalla Tv commerciale. Per anni si sono rincorsi modelli di sviluppo complementari, ma invece di aumentare la qualità dei prodotti, in molti casi, è stata diminuita".

In altre parole, per 'risanare' la Rai ci vorrà del tempo, ma anche un'accurata attenzione alla 'mission' dell'azienda, che deve tornare ad essere un vero e proprio servizio pubblico. Uno degli espedienti sarà, come detto, il taglio di stipendi stellari delle star — la polemica dei cachet di alcuni vip non è nuova — come del resto accade anche a Mediaset (è stato lo stesso Piersilvio Berlusconi ad affermare, lo scorso marzo: "Stiamo negoziando revisioni notevoli: tutti i rinnovi verranno adeguati").

Insomma, in un periodo di crisi anche le stelle più brillanti della tv devono accontentarsi di quel che 'passa il convento'...

G. Tibelli

Tv, Tendenze e Dintorni: Trendystyle.it

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