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    Cose poco note sui cartoni anni ’80

    Holly e Benji - Foto KikapressI mitici anni Ottanta passano anche attraverso cartoni animati che venivano trasmessi in quel periodo e rimasti a distanza di trent'anni nella memoria collettiva di chi allora era un bambino. Di seguito vi sveliamo alcune particolarità di questi cartoni che - forse - ancora non sapete.

    Holly e Benji - In Italia i nomi dei protagonisti sono stati cambiati poiché Fininvest ha voluto occidentalizzare i nomi giapponesi. Il telecronista nella versione italiana è doppiato da un ex radiocronista di "Tutto il calcio minuto per minuto", Sergio Matteucci. La voce fuoricampo che commenta le partite, nell'edizione italiana, è sempre la stessa in ogni incontro, e viene svelata per pochi secondi nella puntata n.10 della prima serie, al minuto 17 e 31 secondi circa.

    Mazinga Z - L'idea di un grande robot pilotabile venne all'ideatore Go Nagai mentre guidava nel traffico, immaginando cosa sarebbe potuto accadere se alla vettura fossero usciti dei grandi arti, in modo da poter scavalcare gli altri mezzi. Un pezzo del primo episodio di Mazinga Z si può vedere in una scena del film di Renato Pozzetto "Da grande" (1987).

    I cartoni animati anni 80 più amati [sondaggio di Yahoo! TV]

    L'uomo tigre - Il mito di questo cartone ha lasciato un segno profondo e continua a vivere a distanza di anni anche nella realtà. Il 25 dicembre del 2010 un anonimo benefattore fa una donazione a un orfanotrofio, firmandosi Naoto Date (vero nome dell'Uomo tigre). In pochi giorni in tutto il Giappone avvengono altre donazioni da parte di emulatori che si firmano sempre Naoto Date.

    Lady Oscar - Alla serie fu dall'inizio associata l'omonima sigla, composta e cantata dal gruppo di Riccardo Zara, I cavalieri del re, che riscosse tanto successo da raggiungere il settimo posto nella hit parade. Lo stesso gruppo dedicò un album monografico dedicato alla serie dal titolo "La storia di Lady Oscar", pubblicato nel 1982.

    Occhi di gatto - Il nome deriva da un cocktail e prima ancora da una pietra preziosa. La mamma delle gattine infatti adorava una pietra, chiamata appunto "occhi di gatto" e, vedendo che il colore di un cocktail appena inventato riproduceva quello dell'occhio di un micio, spinse suo marito Michael Heintz a "battezzare" la bevanda in questo modo. Le sorelline, a loro volta, utilizzeranno lo stesso nome per il loro bar e per la loro banda.

    I cartoni giapponesi più censurati in Italia

    Lupin III - Il protagonista guida solitamente una Mercedes-Benz SSK del 1928 modificata o la SSKL che pare sia appartenuta anche ad Adolf Hitler. Ma spesso è al volante anche di una Fiat 500.

    Mila e Shiro - Nonostante l'amore non sia affatto un tema centrale della serie, il titolo italiano è stato forzatamente spinto verso questo aspetto puntando sulla storia affettiva tra la protagonista e Shiro, che in realtà è marginale per tutta la serie. Questi adattamenti saranno adottati anche nelle successive edizioni francese e spagnola. Nell'adattamento italiano, inoltre, Mila viene fatta diventare cugina di Mimi Ayuhara, protagonista di "Mimì e la nazionale di pallavolo" mentre nella versione originale non hanno alcun legame familiare.

    Dragon Ball -  In Giappone qualche anno fa l'emittente Fuji TV mandò in onda uno speciale televisivo dal titolo "Top-50 degli eroi e delle eroine degli Anime scelti da 130 milioni di spettatori", per proclamare i personaggi maschili e femminili più popolari dell'animazione nipponica e dei live-action. Il sondaggio fu votato in realtà da circa 14.000 spettatori dai 10 ai 70 anni e Goku arrivò al secondo posto.

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    Foto: Kika Press

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