Il personaggio della settimana: Francesco Pannofino

Francesco PannofinoTutti lo cercano, tutti lo vogliono. E' uno dei personaggi più in voga del momento in televisione, anche se lui in tv ci è arrivato non dalla porta principale. Francesco Pannofino, attore e doppiatore italiano, era noto soprattutto per aver prestato la propria voce, cavernosa e profonda, a fuoriclasse del cinema del calibro di George Clooney, Denzel Washington, Kurt Russel, Antonio Banderas e Wesley Snipes. Ma in Italia il suo volto era ai più sconosciuto, era solo una voce. Dal 2007 la svolta. Entra nel cast della serie targata Sky "Boris", interpretando un regista scalcagnato, molto poco professionale, Renè Ferretti. Ed è un vero e proprio successo, che va al di là dei numeri legati all'Auditel. "Boris" diventa un vero fenomeno televisivo, una fiction di culto sebbene di nicchia e lancia definitivamente il buon Pannofino.

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La tv comincia a cercarlo, non solo nelle vesti di attore, ma anche in quello di ospite e si lancia anche  nello show di Raiuno "Lasciami cantare" in cui dà prova di essere anche un discreto cantante. Ora Francesco Pannofino ha anche un volto e un fisico, e che fisico. Luca Barbareschi decide di farlo diventare il nuovo Nero Wolfe, ereditando il personaggio da quel grandissimo attore che fu Tino Buazzelli. "E' uno dei miti della mia infanzia - aveva dichiarato Pannofino in un'intervista durante le riprese della fiction, che sta andando in onda su Raiuno con buon successo di pubblico e critica - Meno di lui ho l'altezza e il peso, ma stanno cercando di farmi ingrassare: sono arrivato a cento chili, ho provato ad andare oltre ma non ce la facevo ad allacciarmi le scarpe e ho smesso. Il personaggio, comunque, sarà fedele ai romanzi di Stout e quindi anche allo sceneggiato". E infatti il nuovo Nero Wolfe piace, confermando ancora una volta come Francesco Pannofino sia entrato nel cuore della gente.

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E Raitre ha deciso di affidargli, a fianco di un'altra rivelazione quale Virginia Raffaele (la Belen di "Quelli che..."), la conduzione del concertone del Primo Maggio. "E' un onore, un piacere e una grande responsabilità — ha detto Pannofino in più di una intervista - E' una giornata importante. Ci é venuto in mente uno slogan: il Primo maggio è la festa dei lavoratori per evitare che ai lavoratori facciano la festa". Per lui una prova importante anche da conduttore, sui generis sicuramente, portando sul palco quell'ironia che da sempre lo contraddistingue. E dire che il lontano 16 marzo 1978 l'allora giovane Francesco (aveva 22 anni) mentre stava andando all'Università, fu uno dei testimoni oculari della strage di Via Fani, in cui venne rapito Aldo Moro e vennero assassinati gli uomini della scorta. Da quella esperienza nacque la canzone "Il sequestro di Stato".

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