Ilaria D'Amico - Paola FerrariSono le indiscusse regine tra le giornaliste sportive italiane sul piccolo schermo. I loro volti sono arcinoti e apprezzati e, ogni domenica, intrattengono con garbo e buon gusto i teletifosi di qualsivoglia squadra. Paola Ferrari in due anni ha riportato in alto la "Domenica Sportiva", con quel suo piglio quasi autoritario, con quel suo ritmo veloce anche nella parola che non annoia chi la guarda. Ha competenza da vendere e si vede, forse non riesce a trasmettere ancora del tutto quel calore che fa sì che un personaggio, da bravo, diventi anche popolare. I critici la giudicano un po' freddina, non in totale empatia con il pubblico e non avvezza all'ironia. Nei suoi "battibecchi" con il compagno di avventura Gene Gnocchi manca di spontaneità e voglia di accettare il gioco fino in fondo.
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Riesce comunque a farsi apprezzare e rispettare dagli addetti ai lavori del sesso forte, in netta prevalenza quando si parla del "dio pallone". Dalla Rai a Sky, dalla sera al pomeriggio, è sicuramente lei il volto del calcio targato satellite. Ilaria D'Amico in pochissimi anni, dopo tanta gavetta proprio alla Rai, è riuscita a farsi largo con merito, costruendosi un'immagine di simpatia, competenza e ironia. Sempre pronta alla battuta, sempre con il sorriso sulle labbra, si propone ai telespettatori con grande eleganza, riuscendo a farsi apprezzare un po' da tutti. Ilaria ormai tra calciatori, allenatori e gente che gravità intorno al mondo del calcio, è sinonimo di professionismo e professionalità.
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Si muove con sicurezza tra i tanti "saputi" che ogni domenica parlano davanti alle telecamere di Sky, con un linguaggio semplice e chiaro, con il forte senso di un ruolo-tramite tra attori e spettatori. Ogni tanto qualche piccola gaffe la vede protagonista, ma viene affrontata con autoironia. Appare sempre calma, anche se qualche momento di tensione ogni tanto si traduce in una costruzione verbale non perfetta, ma fa parte del gioco. Intanto a Paola e Ilaria un bel dieci per aver saputo farsi strada in un mondo quasi esclusivamente maschile e, a volte, anche maschilista.
