I Vampiri... ancora tra noi!

mer ott 07 12:26 di Bersani su Funweek.it

In tempi di globalizzazione a tutti i costi anche i vampiri non sfuggono....

E' indubbio che l'occulto non abbia mai perso il suo fascino, persino in epoche di razionalismo globale ed indiscutibile materialismo; in questo quadro l' "uomo pipistrello" è un mito semplice, a portata di mano per soddisfare l' immaginario collettivo.

Stiamo, infatti, assistendo ad un ritorno di curiosità intorno a questo argomento, ritorno sostenuto a partire dal 2007 dal grande successo della serie TV "Moonlight" e successivamente a tutt'oggi da quello di "True Blood" di Alan Ball.

Quello che si è andato però visibilmente mutando dai tempi di Bram Stoker, autore del primo romanzo epistolare sul conte Dracula, è l'immagine del vampiro tradizionale, da "morto redivivo-stregono-entità diabolica", come nella pellicola Nosferatu del 1922, ad un "morto-non-morto" che pretende di vivere la sua natura alla luce del sole, in mezzo agli altri umani e tra di loro integrato, senza nascondersi, perennemente combattuto fra la natura crudele e sanguinaria (come nella leggenda d'origine), tra un'anima umana che gli induce una sorta di pentimento ed una conseguente smania di redenzione (come in "Angel" del 1999), che lo porta fino a vivere delle vere e proprie storie sentimentali (come ad esempio in "The Vampire Diaries", di prossima uscita in Italia).

Che dire quindi di questa evoluzione del mito?

Nel successo riscontrato dalla mutata immagine dell'uomo pipistrello in mezzo a noi, un'entità di cui non avere necessariamente paura ma da imparare a conoscere, si cela la nostra esigenza d'"integrazione con gli altri", siano essi umani o no, poco importa.

E' in qualche modo riabilitando persino i vampiri che vediamo più probabile anche riabilitare le nostre coscienze....

Articolo di Cecilia Bersani

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Commenti degli utenti

  • (1)

    il vampiro è molto originario di un assorbimento dell'anima dell'altro ; Lycàntropie agevolano l'annullamento della distanza ansiogena, tra i numeri, cioè tra i concetti. La fissità in un luogo al sovrapporsi di un dove un centro; deviante da centrismo, alla lontananza dimenticante e irreale di una tavola dipinta d'oro, senza oro Licantropia

    Scritto da: jedialmahmeet il gio ott 08 23:37 | Segnala un abuso