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Tv: Vespa, 'Porta a Porta' Finira' Con Me

Mar 30 Giu 16:48. Provided by ADN Kronos

Roma, 30 giu. - (Adnkronos) - ''I programmi non sono ereditari. Quando smettero' io, arrivera' certamente qualcuno bravo a fare un'altra cosa''. Lo dice Bruno Vespa in una lunga intervista pubblicata sul numero di luglio del mensile free press 'Pocket', diretto da Daniele Quinzi, in cui ripercorre i quasi 50 anni trascorsi in Rai. Vespa respinge l'accusa di essere un adulatore: ''A Porta a Porta sono venuti ospiti direttori di giornale di tutti gli orientamenti. Ti risulta che abbiano fatto domande piu' complete e scomode delle mie?''. Poi aggiunge: ''Sono amico personale di alcuni politici di ogni estrazione da molti anni. Mi capita di incontrarli a qualche cena ogni tanto''.

Secondo Vespa quella dei giornalisti e' una casta: ''Certamente. Basta vedere come hanno reagito alla legge sulle intercettazioni telefoniche che ci mette sullo stesso piano degli altri Paesi europei… ''. Quanto al rapporto politica-giornalismo: ''Un giornalista molto appoggiato puo' avere piu' opportunita' di uno che non lo e'. Ma come disse Paolo Frajese a un raccomandato somaro, 'Adesso il microfono chi te lo regge?'''. Vespa non rimpiange i duelli con Mentana: ''Da quando il Corriere della Sera sopravvisse all'uscita di Montanelli, ho imparato che nessuno di noi - a cominciare da me - e' indispensabile. Vinci e' un bravo professionista e sara' un avversario tosto''. Quanto a Annozero: ''L'ho visto qualche volta. Purtroppo vedo poco la televisione. Peccato, perche' mi sarebbe molto utile per imparare anche dalle peggiori''.

Chiusura sul suo prossimo libro: ''Non sono un forzato della scrittura. Non potrei scrivere se non mi divertissi. Faccio un tuffo, poi leggo, poi scrivo. Un altro tuffo - o una passeggiata in montagna - e poi una pagina di libro. Non e' colpa mia se mi diverto piu' cosi' che non giocando al sudoku''.