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Un Pippo Baudo sereno ma determinato apre la seconda serata del Festival di Sanremo, facendo subito capire che il debutto di questa edizione è stato caratterizzato da troppe gag, lungaggini e perdite di tempo. Dunque, la parola d'ordine, da ora in poi, è "ortodossia". Così, dopo una simpatica gag iniziale in cui Chiambretti dice che il "Festival è stato commissariato" e per questo chiama sul palco il commissario Rex, uno splendido esemplare di pastore tedesco che si porta dietro altri sei "compagni", tutti splendidi "sosia" dello stesso Rex, avviene la presentazione ufficiale della seconda valletta di questo Festival, la pugliese Bianca Guaccero, che canta, balla e scherza con più disinvoltura della collega Andrea Osvart.
In una serata in cui Pippo e Piero cercano a tutti i costi di rimpolpare gli ascolti, le sorprese tuttavia non mancano, e così a un certo punto Chiambretti fa firmare a Baudo un "contratto" con gli italiani come fece a suo tempo Berlusconi, ospite di Bruno Vespa. Qui, però, si parla di Sanremo, e Pippo sta al gioco. Chiambretti esordisce: "Pdl e Pd non hanno un programma, mentre lei ne ha due, Sanremo e Domenica in, quindi firmi''. Ma ecco i punti fondamentali del programma: ''Abolire l'Ici sulla prima casa discografica. Creare un milione di posti di lavoro: infatti l'anno prossimo al festival canteranno 700 mila campioni e 300 mila giovani. Abolire entro i primi sei mesi di governo Mike Bongiorno''. ''Io firmo - ha risposto Baudo - tanto poi non mantengo...".
Tra una canzone e l'altra si respira aria di suspance, con il "caso" Loredana Bertè. La cantante, mezz'ora prima della diretta, dice di voler cantare per prima, ma a quel punto cambiare la scaletta si rivela impossibile; così, dopo diversi tira e molla, si trova il compromesso per cui la Bertè dovrebbe cantare verso le 23. Ma Loredana non c'è, e alle 22 non si sa ancora come andrà a finire la vicenda. Baudo e Chiambretti lo dicono al pubblico, scherzando. "Ma quando arriva?", chiede Piero, e Baudo gli risponde: "Quando arriva, arriva, la facciamo cantare subito". Alle 22.40 la Bertè, avvolta da un abito di pelle nera con cappuccio e spacco con sbuffo di tulle, sale sul palco e canta la sua canzone. Baudo le dice che è bellissima, ma lei ha voglia di parlare e dice: "A noi cantanti ci prendono a calci in culo. Ci trattano come saltimbanchi, ma - ricorda - lo sport e la musica uniscono i popoli". Come darle torto? Baudo la abbraccia e la coccola, e lei ricambia con qualche bacio sulla bocca.
Momento di grande emozione quando sul palco salgono i compassati Duran Duran, che cantano in playback (ma Simon Le Bon dice: "Avremmo voluto cantare live ma gli organizzatori la pensavano diversamente") e dichiarano, come aveva fatto lunedì sera Lenny Kravitz, che la loro canzone italiana preferita è "Donna Rosa" di Pippo Baudo. Infine, come ospite si esibisce il grande Riccardo Cocciante, che esegue una musica tratta dal suo nuovo musical "Romeo e Giulietta". Il pubblico lo applaude e lo omaggia con una standing ovation.
Tra i cantanti, segnaliamo i quattro Giovani che passano alla serata finale: Ariel, La Scelta, Sonohra e Jacopo Troiani. Tra i big si fanno notare il sempre bravo Mario Venuti, i sofisticati Tiromancino e il talentuoso Sergio Cammariere.
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