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Confermato l'arrivo in Italia dell'ultima serie con David Duchovny, ex protagonista di "X-Files". Dal 6 marzo ogni giovedì sulle frequenze satellitari di Jimmy.Come titolo suggerisce, le indagini sugli alieni e le cospirazioni governative sono solo un lontano ricordo, così come i lunghi anni di rapporto platonico e strettamente professionale con la collega Scully. Stavolta tema centrale è il sesso, e in "Californication" se ne fa davvero tanto, in tutte le salse, senza mai dimenticare una robusta dose di piccante ironia.
Protagonista della serie è Hank Moody (Duchovny), uno scrittore in crisi creativa ed esitenziale che si trasferisce a Los Angeles per seguire la trasposizione cinematografica di un suo romanzo di successo, "God Hates Us All" (letteralmente, "Dio ci odia tutti"). Peccato che il regista del film abbia trasformato il libro in una sciocca commedia romantica, che Hank stia cercando di riallacciare i rapporti con la sua ex Karen, e che infine stia provando a essere un padre migliore per la figlia Becca, in piena fase adolescenziale-ribelle.
Filo conduttore, come detto, è il sesso: Hank, malgrado il talento e la simpatia, è un uomo allo sbando, che si dedica soprattutto a rimorchiare qualunque donna gli capiti a tiro, non disdegnando di accompagnare la piacevole compagnia con alcol e droga.
Tuttavia, visto che siamo in una serie comedy, quelli che nella realtà sarebbero problemi seri, qui diventano pretesto per infinite gag ed equivoci, che danno un affascinante tono scanzonato a tutta la storia. Insomma, sembra che il caro, vecchio Fox Mulder abbia represso i suoi istinti fino a questo momento, per poi rilasciarli tutti insieme nei panni di Hank Moody.
Lo show, in questo senso, rientra perfettamente nella politica editoriale della rete via cavo Showtime, che già ospita "Weeds" (protagonista una mamma spacciatrice) e l'acclamato "Dexter" (che segue le avventure di un serial killer). Un approccio molto innovativo alla narrazione seriale dunque, che punta a forzare e modificare i limiti del racconto televisivo, esplorando territori finora considerati tabù. Sempre con l'ironia di chi sa che non deve prendersi troppo sul serio per risultare realmente credibile.
Ad affiancare Duchovny nelle sue peripezie erotico-sentimentali c'è un cast di tutto rispetto. Natascha McElhone è Karen, l'ex compagna di Hank per la quale lo scrittore nutre ancora forti sentimenti (abbiamo visto Natascha in numerosi film, tra cui "The Truman Show" e "Solaris"). L'agente di Hank, Charlie, ha il volto di Evan Handler, già Harry in "Sex and The City". Madeleine Martin interpreta Becca, la figlia del protagonista. E per finire c'è Mia, la conturbante teen ager con cui Hank si concede una focosa notte di passione, prima di venire a sapere che ha sedici anni ed è la figlia dell'attuale compagno di Karen: molti faticheranno a riconoscere in lei Madeline Zima, che anni fa ha interpretato la piccola Gracy, ultimogenita secchiona e complessata di Maxwell Sheffield nell'amata sitcom "La Tata".
La prima stagione di "Californication" è composta da dodici episodi, pieni di situazioni paradossali, battute fulminanti, humour nero e belle donne (spesso quasi completamente nude, una grossa novità per tv americana), ma già è stata confermata una seconda stagione, dopo il grande successo di pubblico e critica. Non a caso il telefilm si è portato a casa un Golden Globe (per l'interpretazione di Duchovny) e un'altra nomination, come miglior serie comedy del 2007.