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Sciopero: partono i licenziamenti

Mer 16 Gen 15:42. Provided by Series
Ingrandisci la foto Era solo questione di tempo: i grandi studios americani, che stanno perdendo centinaia di milioni di dollari a causa dello sciopero degli sceneggiatori, hanno cominciato a fare tagli di spesa. E le vittime sono proprio gli autori.

Ha cominciato la scorsa settimana ABC Studios, che ha dato una bella sfoltita lasciando a casa anche personalità importanti come Taye Diggs, attore e produttore di "Private Practice", Bill Callahan (sceneggiatore di "Scrubs"), Ken Biller ("Smallville"), nonché Jon Robin Baitz di "Brothers and Sisters", i cui addio alla serie ha fatto molto discutere qualche giorno fa.

CBS Paramount Network TV ha seguito l'esempio, rompendo la collaborazione con Rene Echevarria ("4400"), Mitchell Burgess e Robin Green ("I Soprano"), Barry Schindel ("Numbers"), Jennifer Levin ("Senza Traccia"), Greg Thompson ("Everybody Hates Chris").

20th Century Fox Television ha capito l'antifona, licenziando Greg Yaitanes ("Drive"), Chris Black ("Standoff"), Paul Redford ("The Unit"), Barbie Adler ("My Name Is Earl"), Kristin Newman ("How I Met Your Mother"), Gretchen Berg e Aaron Harberts ("Women's Murder Club"), Matt Silverstein e Dave Jeser ("Drawn Together"). Senza contare Jonathan Lisco, creatore di "K-Ville", e Kevin Falls, padre dell'ormai già defunto "Journeyman".

Inutile sottolineare, dunque, che la situazione è sempre più pesante, per una parte come per l'altra, e ancora non ci sono segni di distensione tra gli scioperanti e le grandi major. Prima o poi qualcuno dovrà cedere, il problema è capire quando.