Ingrandisci la foto
I reality show si spingono sempre più avanti. Negli Usa ne arriva uno sui detenuti innocenti.
Far parlare di loro è uno dei fini principali dei reality show. Più “il caso” è grande e più la visibilità sui media è alta. E così i produttori si sbizzarriscono sempre di più a trovare filoni nuovi per creare reality show sempre più “veri”.
Negli Stati Uniti, ad esempio, fa molto discutere “Dallas Dna Unit”. La trasmissione racconta infatti le storie assolutamente vere di persone incarcerate per un crimine non commesso e poi, fortunatamente, scagionate grazie alla prova del Dna.
Anche se le storie sono a lieto fine, le vicende sono molto travagliate e segnate in maniera indissolubile dal carcere e dalla “gogna mediatica” per accuse ingiuste. Per questo la trasmissione è sotto il mirino della critica che la accusa di speculare su vicende personali molto forti.
Ma secondo Craig Watkins, procuratore generale della Contea di Dallas, che ha avvallato e sostenuto il programma e che negli ultimi due anni ha assistito dieci persone condannate e rivelatesi poi innocenti, la critica è ingiusta.
A suo parere il programma rende la migliore giustizia a persone che sono finite sui giornali e sui tg per fatti delittuosi mai compiuti. E dunque lo show che potrebbe avere eguale risonanza mediatica racconta come sono andati veramente i fatti e li scagiona anche agli occhi dell'opinione pubblica.
Il reality è girato in Texas perché proprio lì si è registrato il più alto numero di persone scagionate da accuse ingiuste e molto gravi dopo il test del Dna. Ad aprire lo show sarà Johnnie Linsday, condannato nel 1981 e scagionato dopo 26 anni trascorsi dietro le sbarre ingiustamente.