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E' tornato "Dirt": più allegria e meno spigoli

Lun 03 Mar 12:07. Provided by Series
Ingrandisci la foto Nella serata di domenica, sul canale americano FX, sono andati in onda i primi due episodi della seconda stagione di "Dirt", la serie con Courteney Cox arrivata anche in Italia su Jimmy e La7. Diverse le novità.

Niente di rivoluzionario dal punto di vista narrativo, ma molti critici statunitensi hanno messo in evidenza un'atmosfera nuova: "Dirt" è diventato uno show più leggero e divertente, anche se questo gli sta facendo perdere quella patina dark, farcita di humour nero e situazioni estreme, che era diventata un marchio di fabbrica nelle 12 puntate del primo ciclo.

L'idea originale degli autori era stata quella di mettere in scena i patti col diavolo (metaforicamente parlando) che spesso le celebrità fanno per arrivare al successo, in rapporto di amore-odio con i paparazzi che li seguono ovunque, pronti a portarli alla notorietà ma anche a distruggere la loro reputazione. Il tutto personificato dalla spietata Lucy Spiller e dal suo fotografo schizofrenico, Don Konkey (interpretato dal bravissimo Ian Hart). La prima stagione terminava con Lucy sdraiata in una pozza di sangue dopo essere stata accoltellata, intenta a farsi fotografare agonizzante prima di chiamare l'ambulanza.

Non è poi un grosso spoiler se diciamo che la protagonista si salva, tornando ben presto al suo posto di comando al "Dirt Now". Tuttavia qualcosa è cambiato: malgrado Lucy sia ancora una drogata di lavoro e faccia sempre di tutto pur di mettere le mani su una storia, ora sembra più disposta ad accettare che a volte che cose non vanno come dovrebbero, e riesce persino a trovare spazio per una sdolcinata storia d'amore, circostanza quantomeno inusuale per una come lei, che ha sempre mostrato di gradire solo rapporti occasionali, clandestini o... solitari.

Ma il cambiamento sembra aver investito l'intera serie. La fotografia è più luminosa, Don prende le sue medicine e non è più così tormentato dalle visioni, un paio di scandali coperti dalla rivista sono riconoscibili al grande pubblico (come un'ereditiera che prende coscienza del suo destino solo quando finisce in galera, vi suona familiare?).

"Dirt" sta insomma diventando un telefilm più "normale", probabilmente diretto a una fascia più larga di pubblico. Se questo non offusca la qualità della sua scrittura, c'è però il forte rischio che lo faccia diventare un prodotto molto più commerciale e vendibile, ma anche meno originale e interessante. Non c'è ancora nessuna notizia certa sull'arrivo in Italia, vi terremo informati.